Questo è il tema d'esame con cui ho raggiunto il non indifferente risultato di 15/15 punti... :)
Rinchiudere la totalità del mondo all'interno di poche e equazioni o di pochi princìpi primi è un'impresa al di là della nostra portata. Al di là di tutto, forse, uno dei pochi princìpi che possano essere definiti come basilari è il rapporto di causa-effetto. Da un evento ne scaturisce inevitabilmente un altro, e da quest'ultimo un altro ancora, in un continuo susseguirsi di tesi antitesi e sintesi, come sosteneva Hegel: la realtà è una totalità processuale.
Il fatto che, spesso, noi, temporanei abitanti di questo pianeta, non comprendiamo le cause di qualcosa, non significa che esse non esistano o che si identifichino nell'opera di un'entità invisibile che, a seconda del punto di vista, è Fortuna, Sfortuna, Caso, Destino o Dio; bensì che la nostra visione del reale è troppo limitata per riuscire a cogliere quelle cause.
E' innegabile che i punti di partenza della verifica di molte leggi della fisica siano un “ammettere che”, un “supporre di”, un “porre che”, e poi oggettivamente rilevare che “la tale tesi è verificata anche in condizioni diverse dal «vuoto spinto» “: la Natura sta stretta in una legge.
Il mito di “dominare il mondo” con la Scienza ormai è crollato come un castello di carte, squassato da un forte tremore o dal primo alito di vento (anche se il mito di dominare il mondo per alcuni rimane…).
La dura realtà si abbatte sulle nostre false convinzioni con la violenza di un'onda alta metri, e la distruzione di quelle case e di quegli edifici che essa lascia dietro di sé è quasi un monito alla nostra arroganza.
“Oh, Natura,” dice il poeta “perché ti accanisci con tanta furia su di noi? Ti diverti a giocare con le nostre vite, a tormentarci con tanti dolori?”.
Ma la natura non ha coscienza, la natura non ha volontà, solo l'Uomo ha l'una e l'altra; e ad ogni modo, se anche fosse, ci rigirerebbe la domanda.
Pur senza aver compreso ancora a fondo la realtà che lo circonda, l'uomo è già in grado di produrre catastrofi per conto proprio. Perfino di autodistruggersi.
E tuttavia, l'Uomo non è al centro del Mondo, la Terra non è il centro dell'universo, e tanto meno lo è il sole. L'avremo capito?
Siamo solo “purissimi accidenti” alla ricerca forse vana di uno scopo; ma è la curiosità a muoverci: non ci fermeremo.
Forse la “Gaia Scienza” non raggiungerà mai la Conoscenza Assoluta, ma sarebbe tanto criticabile porre un simile obiettivo come kantiana “idea regolativa”?