A volte parto per la tangente. Quando mi gira, e succede neanche tanto raramente, parto con i miei ragionamenti. Tante volte capita di discutere intorno ai massimi sistemi; succede. Spesso sono discussioni fini a se stesse. Ad esempio, delle volte ho scritto di cosa penso riguardo a cercare il senso della vita. Sono linee guida, perché poi, la ricerca del solo divertissment in fondo non soddisfa nessuno, benché a mio parere non ci sarebbe nulla di male se lo facesse.

Una volta ho riflettuto sull’esistenza di un limite al peggio; un punto di partenza senza dubbio interessante, e una conclusione quasi degna del miglior sofista.
La frasetta di conclusione finale, di “stare tranquilli” in effetti è un po’ una caduta di stile. 
Ho tanti grilli per la testa, mentre ora si suppone che io stia ripassando per l’esame di Economia; quello di Algoritmi, di oggi, domani già domani dovrei sapere com’è andato…
Tutto questo preambolo per introdurre una riflessione che ha sia del filosofico che dello scientifico, perché quando si arriva in certi ambiti della scienza, si parla davvero di speculazione, checché se ne dica…
Questo benedetto viaggio nel tempo?
Era il secondo post di questo blog! e già discettavo di Hegel, sconfinando nei mondi paralleli, concludendo con l’ineluttabilità delle conseguenze delle nostre scelte, e perfino dell’ineluttabilità delle nostre scelte stesse, perché, se queste sono compiute in una certa circostanza lo sono per un determinato motivo (perché bisognava farlo, perché è quello che mi è venuto in mente, perché sono un irrimediabile imbecille…): non c’è spazio per chiedersi poi dopo “e se, invece…?”; finendo per tirare in ballo perfino Heisenberg (senza citarlo) e il suo principio di indeterminazione, nella sua formulazione più generica, secondo cui
non è possibile osservare un evento senza condizionarlo
Già allora citavo i viaggi nel tempo.
Tutte riflessioni volte all’autoconvincimento, naturalmente. 
Comunque, sono giunto a una conclusione ai miei occhi assolutamente semplice, che porrebbe fine alla questione se questi viaggi nel tempo siano possibili o meno. Perché nel post di cui sopra, si suppone ancora che il viaggio sia possibile, benché questo porterebbe a perturbare irrimediabilmente l’intero flusso degli eventi.
Mi piacerebbe che il mio blog avesse visitatori a sufficienza (e sufficientemente chiacchieroni
) perché questo post fosse oggetto di una discussione, ma pazienza
Partiamo dal presupposto che materia ed energia siano quantità costanti nell’Universo.
Infatti, la prima e la seconda legge della termodinamica si possono riassumere dicendo che la quantità di materia nell’Universo è costante, e l’entropia è in continua crescita.
L’energia, per l’equazione Einsteniana dipende dalla materia, e viceversa, ergo la quantità di energia e materia è costante
Supponiamo ora che un ipotetico viaggiatore possa spostarsi indietro (o avanti) nel tempo: questo significherebbe che nel momento in cui lui lasciasse il suo tempo di partenza, nell’Universo esisterebbe “meno materia” della quantità costante che si suppone esista; viceversa nel futuro (o nel passato) la quantità di materia sarebbe maggiore alla costante.
Dunque il viaggio nel tempo non è fisicamente ammissibile.
Mi è venuto in mente proprio oggi che non l’avevo mai scritto qui sul mio blog, perché ne parlava Paolo Attivissimo a proposito di John Titor.