I matematici non cagano
Gli ultimi quindici giorni sono stati intensi e faticosi, solo a casa a provvedere a tutto, compreso lavo stiro ammiro pranzo cena ripetizioni ma soprattutto esami e ricerca per tesi.
E tuttavia scopro che c’è gente che nel frattempo si è già laureata. Sticazzi.

Il motivo per cui arrivare in via Comelico è una rottura di palle.
Io in realtà prendo viale Abruzzi/Mille/Umbria, ma siam lì.
(img (c) Google Maps)
Lunedì 14
L’ultimo esame (Calcolo Numerico) era bello tosto, e anche se non puntavo al massimo, non sono riuscito neanche a completare la metà dello scritto. Così sono rimasto in un limbo di una settimana, 1) preparando il materiale da presentare al mio relatore e 2) aspettando i risultati effettivi.
Il pomeriggio stesso vado in Comelico per verbalizzare finalmente il voto di Sicurezza (oggetto dell’epopea dell’ultimo post).
Ovviamente la biblioteca di Informatica è ancora chiusa.
Va be’, trovandomi a Milano, cerco di non sbattere via del tutto il tempo, e mi sposto in via Celoria, o meglio in Valvassoriperòni (come dice la voce della 93… però ero in macchina, quindi me la dicevo da solo), dove ha sede la mitica mediateca (e anche la mensa, oltre la scalinata, più in alto, dove l’ossigeno inizia a rarefarsi).
Ma “quale non è stata la mia sorpresa” quando vedo che lo scaffale di informatica è completamente vuoto. Figata. Ovviamente la segreteria per chiedere informazioni è già chiusa.
Martedì 15
Il mattino dopo spulcio il sito dell’università per caso, e scopro che da quest’anno abbiamo accesso a una quintalata di paper in formato elettronico, così ne scarico un po’ da esaminare. Daniele mi ricorda dell’esistenza del prestito libri, così prenoto qualcosa anche da là.
Pianifico di fare altre ricerche su internet nel pomeriggio.
Il prestito libri è in una specie di sotterraneo della mediateca, si entra in un lungo corridoio, a destra una vetrata che dà su una palestra. In fondo al corridoio, a sinistra c’è il prestito libri.
Per prendere in prestito un libro devi scegliere il libro dal catalogo elettronico, fare il login, segnarti il corridoio, il colore e i codici. Poi entri nella biblioteca del prestito libri.
Prima passi la tessera magnetica, poi devi entrare e andare dritto dove c’è il libro e non guardarti indietro o diventerai una statua di sale.
Prima di uscire devi passare il libro su un macchinario che legge i codici a barre.
Istruzioni del macchinario: inserire la tessera e poi estrarla IMMEDIATAMENTE. Immediatamente, capito? Guai se la tieni troppo, te la fonde, ti stacca una mano. Questo è il prestito libri, stronzo, mica cazzi. Appoggia il libro sul ripiano con il dorso (quello del libro, non il tuo, attento, se no ti strappa la colonna vertebrale) appoggiato alla macchina. Premi il tasto asterisco. NON MUOVERE IL LIBRO. NON MUOVERLO, NON CI PROVARE, STRONZO!!! Premi il tasto asterisco.
Prendi il libro.
Per uscire, passi nuovamente la tessera.
Ovviamente a parte il titolo non conosci praticamente niente del libro che hai preso, perché sul catalogo non c’è neanche una sintesi, e recensioni di “Indexing Techniques For Advanced Database Systems” su Repubblica non ci sono.
Nel primo pomeriggio la connessione a internet si sfancula.
