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Tuesday, August 17

How-To: Fare una telefonata

Oggi, per la serie «L’Angolo della Didattica del NoWhereBlog», Edo, che è un tipo sghigio, ti spiega come fare una telefonata senza irritare il tuo interlocutore, specie se si tratta di Edo.

Regole base

Tipicamente una conversazione telefonica deve iniziare con la mistica parola “pronto“, che in italiano antico significa “pronto”.

Dopodiché, è gradito, ma solo opzionale, seguire con un saluto: «Pronto, buongiorno» (buonasera, se dopo le cinque; altrimenti buon pomeriggio; in caso di dubbio può essere perfino sufficiente un “salve”; e se sei in confidenza, addirittura “ciao”!).

È poi importante presentarsi ed eventualmente (specie in caso di chiamata formale) annunciare il motivo della chiamata: «Pronto, buongiorno; sono Ciccio Patato e chiamo per conto della Patato Limited: posso venderle un aspirapolvere?» (l’alternativa senza saluto è, naturalmente: «Pronto, sono Ciccio Patato e chiamo per conto…»); o anche: «Pronto, ciao, sono Gianfilippo, ti ricordi di me? Facevamo l’asilo insieme, tutto bene? Oh, son contento…».

Presentarsi è importante: è una forma di cortesia nei confronti dell’interlocutore, al quale non sarà perciò necessario rispondere con il tipico “chi parla?”.

La chiamata può poi proseguire con gli eventuali convenevoli, in caso di familiarità tra gli interlocutori; in caso di non familiarità, ci affidiamo al buon senso del lettore (o, qualora questi ne fosse del tutto privo, da cui il fare ricorso a questa guida, rimandiamo a una nuova eventuale futura guida in questa stessa sede, a un corso di bon ton, o dalla mamma, che non gli ha insegnato niente).

Una forma alternativa di chiamata prevede che la formula di apertura sia subito seguita da una richiesta di conferma del destinatario: «Pronto, casa Rossi?» oppure «Pronto, osteria “Da Gino lo Zozzo”?», al quale si suppone che dall’altro capo si abbia: «Sì, chi parla?» (a cui il chiamante avrà cura di rispondere presentandosi) o «Sì, mi dica»; oppure, in caso di sfortuna: «No, mi spiace, ha sbagliato numero» (o analoghi).

Per i meno attenti («tl;dr»)

Forma 1:

  • “Pronto”
  • Saluto (opz.)
  • Motivo (gradito)

Forma 2:

  • «Pronto, “nome-del-destinatario”?»

Esempi

Esempio 1

A: Pronto?
B: Pronto, buongiorno, sono Ciccio Patato della Patato Limited: posso venderle un aspirapolvere?
A: No, la ringrazio, ne abbiamo già uno.
B: Ma il vostro è della Ciccio Patato?
A: No, ma…
B: Perché i Ciccio Patato sono efficienti e aspirano più polvere, inoltre le abbiamo riservato un’offerta straordinaria, se lei…
A: riaggancia

[Giusto]

Esempio 2

A: Pronto?
B: Pronto, ciao, sono Gianfilippo, Edo è in casa?
A: Ah, Gianfilippo! (pausa, si sentono bisbigli…) Ah… (altra breve pausa) Cerchi Edo? Mi spiace non è in casa!
B: Ah, lo trovo sul cellulare?
A: (altra pausa) …Eh, no, l’ha lasciato qua…
B: Ah, ok, grazie comunque.
A: Ciao, ciao!
B: Può dirgli che l’ho chiamat…
A: riaggancia

[Giusto]

Esempio 3

A: Pronto?
B: Vasco?
A: Ehm, no?
B: Chi parla?
A: (irritandosi) Scusi, può dirmi chi è lei?
B: Ma sei Edoardo?
A: … Sì…
B: Ah, sono $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI
A: Aaaaaahhhh… (scocciatissimo) ciao $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI

[Sbagliato]

Esempio 4

A: Pronto?
B: Vasco?
A: Chi parla?
B: Ma sei Edoardo?
A: … Sì…
B: Ah, sono $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI
ecc…

[Sbagliato]

Esempio 5

A: Pronto?
B: Anf, anf, anf, mmmm, anf siiì

[Sbagliatissimo]

Saturday, July 10

Della Tre, o Quando Una Tariffa Vantaggiosa Non Compensa Un Servizio Di Merda

TIM è famosa per due cose: le pubblicità con le fighe, e le tariffe di merda, che nel corso degli anni hanno spiralato peggiorando di giorno in giorno fino a che io, cliente da anni, ho deciso di passare a un operatore diverso.

Senza contare che non prende nella casa in montagna, il che mi fa strippare non poco.

Dovendo partire per Dublino a giorni, a marzo mi informo sulle tariffe in roaming; le varie opzioni tariffarie cambiano di mese in mese, e una vantaggiosa “Maxxi Qualcosa” disponibile fino al mese prima, viene disattivata poco prima della mia partenza, in favore di una “Maxxi Incul@t”.

Di contro, scopro che la nuova tariffa a 10 centesimi senza scatto, al secondo, e 10 centesimi anche gli SMS della Tre (allora e ancora attualmente la più vantaggiosa sul mercato, a mio parere) si applica anche nei paesi esteri in cui Tre è presente (tra cui l’Irlanda), quasi del tutto invariata.

Decido di procurarmi una SIM Tre per il viaggio, e mi riservo di decidere se procedere in seguito anche con la portabilità.

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Friday, August 28, 2009

Controesodo

E finalmente rientrato ieri l’altro, festeggio l’evento con un altro rant ScacciaFiga™.

Perché è giusto che la gente sappia che anche RealPlayer è una PilaDiMerdaFumante™; non che sia una novità, la fama di spazzatura ce l’ha dai tempi di Windows 95, ma uno crede che col passare del tempo, magari… no eh?

Prima di partire, tra le cose in valigia infilo anche un DVD con tutte le video lezioni di Sistemi Intelligenti.

There’s a catch: le lezioni sono in formato SMIL/Real che richiederebbe RealPlayer per essere fruibile.

Il simpatico programma, tuttavia, per essere installato pretende la disabilitazione del controllo account utente di Vista, nel 2009, a più di due anni dalla sua uscita (e adesso arriva pure Win7), strappando così il podio a HotSync1.

La domanda è: si può sapere che cazzo installa che pretende di essere eseguito con mega-stra-privilegi super-user-smanaccia-troiate? È una domanda retorica, fottesega della risposta.

Fortunatamente ho scoperto che il Vista Codec Pack (il migliore), che permette di leggere anche i file Real, accoppiato con Media Player Classic Home Cinema legge pure i file SMIL con i quali il mio dipartimento codifica le suddette video lezioni.

Fanculo RealPlayer.

Ah, e comunque mercoledì non c’era tutto ’sto traffico; alla faccia del controesodo.

Footnotes

  1. che si pregiava, tra l’altro — ho scoperto l’altro giorno — di rendermi instabile (lui o Palm Desktop) pure Media Player installando un addon non richiesto. Disinstallato. Tanto prima di partire ho scoperto che il mio cellulo LG si sincronizza tranquillamente via Bluetooth con Outlook senza colpo ferire. Fanculo Hotsync. ^top

Saturday, August 22, 2009

Le coliche apatiche

Non temete! Questione di giorni e il Vostro Affezionatissimo ripartirà alla volta della città, per fare ritorno finalmente a casa, affrontando stoicamente il temibile controesodo.

cartoon090822.png

Nel frattempo godo di questi ultimi scampoli d’assenza (no, prudenza!), lontano dagli scazzi cittadini, e periodicamente sfrutto brevemente la connessione a Internet fornita da una chiavetta Tre per controllare la posta elettronica.

A proposito, cari signori di Tre, perché invece di sminchiarmi i permessi sul filesystem lanciando a caso cacls e di includere tool di sistema nel vostro installatore, non scrivete un programma di connessione decente? Ma soprattutto, perché la vostra chiavetta dotata di memoria interna deve installare la suammerda di software sul mio hard disk e conseguentemente sminchiarmi i permessi perché non avete voglia di sbattervi? È soltanto una curiosità…

A presto, svolazzanti saluti a tutti.

Friday, June 12, 2009

Addio gessetto sticazzi

L’altisonante servizio del TG5 di ieri fa assolutamente scompisciare.

Con un totale di n.1 (una) lavagna multimediale per scuola, sarà un po’ dura «mandare in pensione» molto presto cancellino e gessi (o pennarelli, per le scuole più cutting edge).

Ma la cosa più esilarante, a mio parere, è cos’è in effetti questa fantomatica “lavagna multimediale” — di cui abbiamo una diapositiva — che il servizio è ben lungi dal mostrare.

Niente stronzate fantascientifiche tipo display touchscreen, non scherziamo, la lavagna consiste in un proiettore frontale e una superficie a tocco bianca, sulla quale le immagini vengono proiettate.

Gli interessanti effetti collaterali sono che

  1. si vede una sega con le luci accese
  2. il software va “calibrato”, vale a dire che se urti il proiettore sei nella merda

Il fatto che poi ce ne sia UNA per SCUOLA significa che un insegnante che la voglia usare deve prima trasferire l’intera classe nell’aula preposta. Oltre a doverla prenotare prima, ovviamente.

Insomma, non diciamo troiate.

Tuesday, April 28, 2009

Il dramma dell’Utonto

giacobbo.jpg

Secondo alcune leggende, suffragate dalle numerose dichiarazioni di presunti testimoni oculari, nell’habitat naturale dell’informatico per diletto, il forum di discussione, troverebbe rifugio anche l’Utente Medio, conosciuto anche come Utonto, una creatura mitica e multiforme la cui natura è avvolta nel mistero.

Per quanto ci è dato di sapere, l’Utonto è inetto all’uso degli strumenti informatici, è una creatura intellettualmente pigra, scarsamente desiderosa di estendere i propri orizzonti, e preda delle malvagie società monopoliste.

L’Utonto usa il mouse come pedale e usa il lettore di CD come portavivande; l’Utonto fotocopia il monitor per stampare una pagina; l’Utonto invia i fax appoggiando i fogli sul monitor e pigiando il tasto “invia”.

uomo-medio.jpg

L’Utonto - secondo le voci - usa sistemi operativi malvagi e inferiori non perché rispondono perfettamente alle sue esigenze, ma solamente per abitudine e, peccando di accidia, non fa lo sforzo di abituarsi a qualcosa di migliore: l’Utonto vuole infatti la pappa pronta.

L’Utonto utilizza unicamente il calcolatore per navigare in Internet, leggere la posta elettronica, scrivere lettere in un programma qualsiasi di elaborazione di testi, e ascoltare la musica.

L’Utonto non guarda dischi bluray; non monta filmati; non usa il calcolatore in ambito professionale senza essere un professionista del settore informatico; per i videogiochi ha una console.

Nessuno ha mai visto realmente un Utonto in carne ed ossa, alcuni sostengono che semplicemente non esiste.

Anche se alcune voci non confermate parlano di un avvistamento a… Rennes-le-Château!

Saturday, April 25, 2009

L’ultima ruota del cazzo

Ogni anno, puntualmente mi si buca una ruota della bici.

In particolare la camera d’aria mi si rompe proprio nel punto in cui c’è la valvola, quindi sostanzialmente è da buttare.

Non che se non fosse da sostituire completamente e bastasse ripararla con mastice e pezzette la rottura di cazzo sarebbe minore, anzi, ma così devo comunque fare un giro a comprare le camere nuove.

Fortuna (!) volle che stavolta, diversamente dal solito, fosse quella davanti a sfancularsi, e non l’orrida ruota posteriore.

Dopo aver lasciato giacere la bicicletta per alcuni mesi, monca di una ruota, in cantina, pronta per essere rimontata, avendo finalmente a disposizione un po’ di tempo libero (logica 2, dato: TRENTA! Muahahahahah), ho colto oggi l’occasione per dedicarmi al problema.

Ho sostituito la camera d’aria, ho rimesso al suo posto il copertone e l’ho rigonfiata, non prima di rendermi conto del perché l’operazione di gonfiaggio richiedeva bicipiti allenati e alcune ore di pazienza: il beccuccio interno della pompa era montato al contrario (ovviamente da me, da tempo immemorabile).

Ovviamente i più attenti già si saranno chiesti se non sarebbe più corretto prima rimontare, e poi gonfiare.

Sì.

Una volta sgonfiata e rimontata la ruota anteriore, mi apprestavo dunque a dare una pompatina anche alla ruota posteriore.

Quale non è stata la mia sorpresa quando, gonfiandola, è saltata anche quella valvola, costringendomi a smontarla e a sostituire con una nuova camera d’aria anche quella della maledetta ruota posteriore.

Oh, caspiterina!

Saturday, March 21, 2009

HotSync è una pila di merda fumante

Questo post è ScacciaFiga ™.

Esistono argomenti che è bene non trattare in presenza di donne e belle ragazze, giacché hanno come terribile effetto quello di spaventarle e allontanarle.

È per questo motivo che in zona-settore-biologia è necessario fare attenzione, ma soprattutto gettare di tanto in tanto parole quali mitocondri, piastrine, ciclo di Krebs, reticolo endoplasmatico liscio e rugoso in modo tale da non alterare l’equilibrio e disperdere il branco.

Viceversa, mai e poi mai dire cose come installare, back-up, algoritmo, machine learning.

Ecco, visto? Ho già ho perso tre visitatrici.

È pur vero che sono diventato un tutor per un corso di informatica obbligatorio nella facoltà di lettere, cosa che mi porterà in effetti a trattare suddetti argomenti davanti a un buon numero di ragazze, tra le quali, presumibilmente, per una pura questione di numeri, anche una percentuale rilevante di ragazze carine, che a quel punto non potranno non restare ad ascoltarmi (a proposito, inizio a fine mese!); ma non vorrei forzare la mano.

Giacché tuttavia parlare di tecnologia — come giustamente mi fa notare Daniele — fa parte in fondo di me, e il blog dovrebbe riflettere ciò che sono, eccomi qui a insultare pesantemente quella merda di HotSync.

HotSync è quel programmino il cui scopo è sincronizzare i contenuti di un palmare basato su PalmOS, la cui funzione ultima è quella di agenda elettronica, con il PC di casa (o dell’ufficio, ça va sans dir), in particolare con il programma Palm Desktop, attraverso il quale un povero pirla dovrebbe essere in grado di gestire gli appuntamenti, i contatti, gli appunti registrati sul palmare.

Addirittura, i più fighi possono sincronizzare direttamente con Outlook in modo da poter gestire con un programma decente e non con una merda semifunzionante.

hotsync-is-a-steaming-pile-of-filth.jpg

Certamente non ho intenzione di trattare in maniera approfondita i concetti basilari di sicurezza informatica, per non annoiare chi legge; tutti possono immaginare però che sia lecito pensare che un’azienda multinazionale che lavora nel campo di Palm sia in grado di sviluppare del software che non richieda privilegi amministrativi per svolgere questa operazione demente.

Sviluppare bene richiede qualche accorgimento in più, che evidentemente, in questa versione di Palm Desktop 6.2 e HotSync 7.0 Vista Compatible1 è stato considerato superfluo.

Tra questi semplici accorgimenti, i programmi non devono scrivere dati in cartelle che non siano quelle dell’utente (”Documenti” e similari, per intenderci).

Nonostante le incredibili makumbe che Vista fa per consentire a questi programmi scritti con il buco del culo di continuare funzionare, alcuni riescono straordinariamente a pisciare comunque fuori dal vaso.

Soluzione, direttamente dal sito Palm: esegui HotSync come amministratore (e anche Palm Desktop e anche Outlook, se no non va una sega).

In pratica è come se per telefonare a un’amica dovessi andare direttamente alla sede di Telecom.

Palm, fai cagare.

Footnotes

  1. È probabile che il mio setup utente standard + utente amministratore avrebbe sfanculato tutto anche sotto XP, quindi il problema vale sempre. Palm, succhi forte. ^top

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